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ultime opere, mostre
e pensieri
ULTIME OPERE

"Resti di luce"
Olio, acrilico e polveri fosforescenti su tela
cm 100 x 80
(2026)
DISPONIBILE
Come è nata "Resti di luce"
Resti di luce nasce da una riflessione sulla fragilità umana
e su ciò che resta quando qualcosa si rompe, dentro di noi e nelle relazioni.
Ho immaginato due figure che si stringono in un abbraccio.
I loro corpi sono attraversati da crepe, come se le esperienze, le ferite e le emozioni avessero lasciato segni visibili sulla pelle.
Non volevo rappresentare la perfezione, ma la vulnerabilità:
quel punto in cui l’essere umano smette di difendersi e si mostra per ciò che è.
La luce che emerge dalle fratture non è una luce salvifica o spettacolare. È una luce residua, imperfetta, quasi involontaria. È ciò che rimane dopo il dolore, dopo la perdita, dopo la trasformazione.
In quell’abbraccio, le figure cercano di non scomparire completamente.
Resti di luce è il racconto di ciò che, anche quando tutto sembra incrinarsi, continua a esistere.
Mostre
“Muro di vetro” ha partecipato, come opera finalista,
alla mostra collettiva a Roma a cura della Fondazione Modigliani,
nei mesi di Gennaio e Febbraio 2025.
L’opera parla di distanza e desiderio, di tutto ciò che ci sfiora senza raggiungerci mai.
È l’immagine di un’esistenza che preme per emergere, ma resta trattenuta in uno spazio di silenzio.
È l’attimo in cui si tenta di oltrepassare qualcosa che non ha spessore, ma pesa.
L’ho realizzata pensando a quelle barriere invisibili che ci separano dagli altri, o da noi stessi.
pensieri...
Perché creo volti sfumati?
I miei volti non raccontano chi sei, non cercano la somiglianza.
Raccontano cosa senti.
Non si lasciano afferrare: svaniscono a metà, si dissolvono nel colore, restano sospesi tra l’essere e il perdersi.
Li sfumo perché voglio che ognuno possa riconoscersi, senza sentirsi osservato.
Sono corpi con crepe e anime in dissolvenza.
Per me, il volto sfocato non è un’assenza:
è uno spazio aperto dove l’inconscio prende voce, dove ogni spettatore può trovare la propria emozione.
Sono presenze fragili, incomplete, come tutti noi.
Ma proprio per questo, piene di vita.
“Non creo oggetti, ma una presenza.
Fragile. Viva.
Se la senti, ti appartiene”.
Glenda Safonte | Artista contemporanea, pittrice e scultrice di Caltanissetta (Sicilia)
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