biografia

 

Glenda Safonte è un’artista contemporanea italiana, siciliana e nissena,

con sede a Caltanissetta.

Il suo lavoro si sviluppa tra pittura e scultura

ed esplora la complessità della dimensione umana, l’identità e le relazioni 

attraverso un linguaggio visivo fatto di crepe, corpi e dissolvenze.

 

 

 

Sono Glenda Safonte.

Creo per dare forma a ciò che spesso non sappiamo vedere ma che ci attraversa e ci trasforma.

Le mie opere parlano dell’essere umano.

E se qualcosa, guardandole, ti appartiene, forse parlano anche un pò di te.

 

 

Sono un’artista contemporanea siciliana con sede a Caltanissetta, dove vivo e lavoro, pur svolgendo la mia attività professionale in un ambito diverso da quello artistico.
Sebbene abbia avuto fin dall’infanzia una forte passione per l’arte, per le circostanze della vita non ho mai ricevuto una formazione artistica accademica. Ho sempre ammirato chi riusciva a creare qualcosa di bello dal nulla.

A un certo punto della mia vita ho deciso di provarci anch’io.
Con curiosità e determinazione, nel 2015 ho iniziato ad approfondire, nel mio tempo libero, le tecniche pittoriche. Ho imparato a dipingere da autodidatta e, dal 2018, ho iniziato a partecipare a mostre e concorsi sia a livello nazionale sia internazionale.

Nel 2021 ho iniziato a interessarmi anche alla creazione di sculture, affascinata dalla tridimensionalità degli oggetti.
Il mio percorso artistico  da autodidatta è guidato dal desiderio di raccontare la dimensione umana, l’identità.

Attraverso il mio lavoro come funzionario di Servizio Sociale presso il Ministero della Giustizia, ho l’opportunità di confrontarmi quotidianamente con le profondità dell’animo umano, affrontando le sfide e le difficoltà vissute dai minori inseriti nel sistema penale con cui lavoro.
Le loro difficoltà e vulnerabilità, i successi e i fallimenti, le paure e i sogni appartengono, in fondo, a tutti noi. Attraverso i miei dipinti e le mie sculture, cerco di trasformare queste esperienze in una riflessione più ampia sulla complessità della dimensione umana.

Identità in divenire

Il mio lavoro nasce da una riflessione sull’identità, intesa non come qualcosa di definito e immutabile, ma come una realtà in continua trasformazione.

Attraverso le sculture e i dipinti, alcuni dei quali sono dipinti con il fuoco, indago ciò che accade all’essere umano nel suo continuo rapporto con l’esperienza. Esiste in ciascuno di noi un nucleo che riconosciamo come nostro, eppure ciò che siamo non rimane mai completamente uguale a se stesso. Gli incontri, le relazioni, le emozioni, le perdite, l’amore, i successi e i fallimenti ci attraversano e ci modificano. Non ci determinano definitivamente, ma lasciano tracce che entrano a far parte della nostra costruzione.Il corpo diventa così uno dei territori attraverso cui cerco di rendere visibile questo processo.

Nella mia ricerca artistica i corpi appaiono, si interrompono, si dissolvono e si ricompongono. I volti perdono definizione, alcune parti emergono mentre altre rimangono sospese o scompaiono. Ciò che manca non è necessariamente assenza: può essere uno spazio ancora aperto, una possibilità.

Le crepe ricorrenti nei miei dipinti e nelle mie sculture appartengono alla stessa ricerca. Non rappresentano semplicemente una ferita e non raccontano un corpo integro che si rompe per poi essere riparato. Sono tracce dell’esperienza, punti di passaggio, soglie tra ciò che eravamo e ciò che possiamo diventare.

L’identità non si manifesta soltanto nel corpo.
Mi interessa ciò che accade sui confini: tra dentro e fuori, presenza e assenza, visibile e invisibile, individuo e ciò che lo attraversa. Per questo, in alcune opere, la superficie stessa smette di essere un semplice supporto e diventa un limite da mettere in discussione. Forme e parti del corpo emergono dalla tela, la attraversano, sembrano sottrarsi allo spazio al quale appartenevano.

L’emersione, l’interferenza, la frattura e il superamento del limite diventano così modi diversi di interrogare la stessa condizione: quella di un’identità continuamente esposta a ciò che proviene dall’esterno e, proprio per questo, mai definitivamente conclusa.

Pittura e scultura finiscono così per incontrarsi. L’immagine può diventare materia, la superficie può aprirsi, deformarsi o invadere lo spazio reale. Ciò che normalmente rimane nascosto può affiorare. La dimensione figurativa diventa il punto di partenza per interrogare il corpo, la materia e i confini stessi dell’opera.
È in questa tensione tra costruzione e dissoluzione, interno ed esterno, permanenza e cambiamento che si sviluppa la mia ricerca.

Non cerco di dare una forma definitiva all’essere umano. Mi interessa piuttosto ciò che accade mentre quella forma cambia: ciò che rimane, ciò che emerge, ciò che interferisce e ciò che ancora può diventare parte di noi.

E forse è proprio qui che l’opera smette di parlare soltanto di chi ho rappresentato e comincia a riguardare chi la osserva. Se qualcosa, guardandola, ci trattiene, ci inquieta o ci appartiene senza che sappiamo immediatamente dire perché, allora quella distanza si è già accorciata. Perché ciò che riconosciamo nell’altro, a volte, è qualcosa che stava già dentro di noi. 

 

 

Glenda Safonte, artista italiana - pittura emotiva sull'identità umana
Glenda Safonte, artista italiana - pittura emotiva sull'identità umana

 

“Non creo oggetti, ma presenze . 

Fragili. Vive.

Se le senti, ti appartengono”.

 

 

Glenda Safonte | Artista contemporanea, pittrice e scultrice di Caltanissetta (Sicilia)

 

 

 

 

 

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